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Ippica, scommesse in crisi. E nasce l’Unione

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Ippica, scommesse in crisi. E nasce l’Unione

 

Spesso in numeri valgono molto più delle chiacchiere. E quando si parla di crisi profonda per l’ippica italiana, nonostante soggetti esaltanti in pista come Pascià Lest che è uno degli ultimi figli di Varenne vincenti e si è appena affermato da trionfato nel Derby del Trotto, basta leggere i dati relative alla raccolta di scommesse.

 

Nello scorso settembre infatti le giocate sull’ippica hanno raccolto poco più di 80 milioni di euro, in calo del 10,22% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Da una parte c’è il dato positivo fatto registrare dalle agenzie di Ippica Nazionale che hanno fatto segnare un +16,64% (pari a 25,8 milioni) ma dall’altra è ancora crisi per il Totalizzatore ippico che ha dovuto incassare un -19,01%, con 54,7 milioni.

Tra le giocate più diffuse presso gli scommettitori sono in crescita l’Accoppiata piazzata (+29,82%) e la Quota fissa (+73,11%), mentre calano pesantemente la Vincente (-30,13%), l’Accoppiata (-26,43%) e la Trio (-31,85%). Male anche la Tris con un pesante -23,75%, ma peggio vanno Quartè –(-24,39%) e Quintè (-37,45%).

Tutti dati che fanno ritenere impellente la modifica non solo delle regole per determinare il montepremi complessivo da destinare alle corse e che nel 2013 il governo vorrebbe far scendere a 70 milioni ma anche di quello che attiene alla raccolta per le scommesse. Così sta prendendo sempre più piede l’idea di un consorzio tra operatori del settore anche se restano da convincere alcune regioni, soprattutto impianti, allevatori e driver del Sud Italia.

Si chiamerà Unione Ippica Italiana, nome migliore della Lega scelta all’inizio, ed è già stata presentata dall’onorevole Paolo Russo in Commissione Agricoltura  ricevendo pareri favorevoli. Sostanzialmente sarà gestita da privati, tutti comunque operanti nel settore, ma sotto il controllo diretto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e nel consiglio direttivo in carica per 3 anni (e non rieleggibile) ci saranno 4 rappresentanti  dei proprietari e allevatori del trotto e del galoppo, 3 degli Ippodromi, uno del Ministero e di Aams.

Il fondo annuale, come da statuto, per lo sviluppo e la promozione del settore ippico sarà costituito, dal 1° aprile 2013 al 31 dicembre 2017 dalla quota annuale di iscrizione degli associati, dalla quota della raccolta delle scommesse su eventi ippici di pertinenza della Unione versata dall’Aams entro la fine del mese successivo a quello di pertinenza e dai proventi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi, internet, mobile, audio-video, relativi alle immagini ippiche con qualsiasi mezzo tecnologico trasmesse o veicolate e ogni altro sfruttamento di immagine. Inoltre è previsto un        contributo mensile di importo pari alle imposte derivanti dalle attività di raccolta dei giochi pubblici effettuate nel mese all’interno degli ippodromi, un contributo mensile pari al 50% delle imposte derivanti dalle scommesse su eventi virtuali assimilabili a corse ippiche. Saranno anche unificati i Totalizzatori per la gestione delle scommesse ippiche, con percentuali diverse delle ripartizioni di soldi derivanti dalle scommesse.

 

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