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Scommesse, l’ippica perde ancora ma punta sull’eccellenza

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Scommesse, l’ippica perde ancora ma punta sull’eccellenza

 

Una raccolta pari a 15 miliardi e 450 milioni di euro. E’ stata questa la cifra dei giochi in Italia, con una crescita del 33% rispetto ad un anno fa quando aveva toccato quota 11,5 miliardi. Ma sulla cifra pesano molto videolottery e le nuove slot machines complessivamente hanno portato nelle casse dell’Erario circa 750 milioni di euro.

Quanto alle vincite, nelle tasche dei giocatori sono rientrati 12,3 miliardi di euro, pari quasi all’80% di quello che è stato giocato. Il merito in questo caso è soprattutto di poker cash e casinò, con 2,3 miliardi rientrati dei 2,4 giocati e delle videolottery che hanno restituito oltre l’88% delle giocate, pari a 3,4 miliardi sugli oltre 3,8 puntati. La regione nella quale complessivamente il movimento è stato maggiore è la Lombardia con oltre 1,3 miliardi, seguita dal Lazio a quota 802 milioni di euro e dalla Campania con 703 milioni.

Sono praticamente cresciuti tutti i giochi, dai Gratta e Vinci ai casinò games, dal Bingo al Win for Life, alle scommesse sportive in generale. Ma c’è una voce che ha invece registra un pauroso deficit: è quella delle scommesse ippiche, non solo per il blocco derivante dallo sciopero delle categorie nel mese di gennaio. Hanno perso quasi il 50% della raccolta fermandosi a 133 milioni, con un calo che non accenna a decrescere.

E allora deve scattare urgentemente una riforma, le cui linee base sembrano finalmente essere state messe nero su bianco in questi giorni dai rappresentanti del comparto ippico e dai concessionari in attesa che il Governo voglia seriamente mettere mano alla materia. Le riforme principali stanno nell’arrivo di un solo totalizzatore che porti anche ad un solo concessionario, con corse da disputare in impianti adeguati, tanto che verrà stilata una classifica degli ippodromi.

Ci saranno quindi, a partire da gennaio 2013, ippodromi di ‘interesse nazionale’ che potranno offrire l’intero pacchetto dei giochi proposti dai Monopoli di Stato e ippodromi ‘minori’, dove continueranno a svolgersi regolarmente le corse. Inoltre l’unificazione dei totalizzatori dovrebbe assicurare un prelievo medio su tutte le scommesse ippiche, una remunerazione standard per i concessionari e una quota in favore dell’Assi. A sostegno arriverebbero i contributi delle slot machines con un contributo, pari all’1,5% del prelievo erariale fino a dicembre del 2015, mentre dalle giocate virtuali (che ancora non sono cominciate) il contributo sarebbe pari al 50% delle imposte.

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