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CALCIO – CHAMPIONS LEAGUE – Semifinali Andata – Inter-Barca, La Partita… prima atto

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Inter-Barcelona - il ns. prono 1 (2.85) – 1x (1.52) – Goal (1.75)

José Mourinho interrompe il silenzio stampa, ‘costretto’ dai regolamenti Uefa, e torna così a parlare alla vigilia della superfida di Champions League contro il Barcellona. I temi di discussione sono molti, a cominciare dagli ultimi sviluppi in campionato che hanno visto il contro-sorpasso della Roma dopo la vittoria nel derby capitolino. In questo finale di stagione l’Inter ha ancora la possibilità di fare bottino pieno, vincendo Champions, scudetto e Coppa Italia. Ma potrebbe anche ritrovarsi a mani vuote…Con ‘zero’ tituli, insomma, ma in ogni caso – assicura il tecnico portoghese – la stagione dei nerazzurri rimarrebbe ‘spettacolare’. “Tra zero trofei e tre c’è una grande differenza e spesso la differenza la fanno i dettagli. Bisogna aspettare fino alla fine per sapere se sono soddisfatto di questa stagione spettacolare. E io ho bisogno di ‘più’, mai stato uno di ‘quasi': ho vinto ‘quasi’ una seconda e una terza Champions, però la mia carriera è piena più di fatti che di ‘quasi‘. Ai giornalisti spagnoli che gli hanno chiesto di un possibile approdo al Real Madrid, Mourinho ha così risposto: “Ho un contratto con l’Inter, il Real ha un allenatore ed è un allenatore bravo. Il mondo del calcio è pieno di cose vere, di mezze bugie, di speculazioni. Io devo giocare in campionato, in coppa, in Champions, ogni tre giorni gioco una partita decisiva.Sono troppo preoccupato del futuro dell’Inter” Inter-Barcellona è senza dubbio la semifinale di maggiore prestigio, a tal punto che in molti sono convinti possa veramente decidere le sorti di questa Champions. Mourinho non è dello stesso avviso: “Non esiste, non mi piace. E’ una semifinale, poi si va a giocare la vera finale, che è a Madrid. Lione e Bayern Monaco hanno la stessa percentuale di Barcellona o Inter di vincere la coppa. Che non si dica che domani si gioca una finale anticipata“. A San Siro i riflettori saranno puntati su Leo Messi, apparso in condizioni di forma straordinarie. Il Barcellona è pieno di campioni, ma fermare l’asso argentino diventa una priorità, perché da ogni sua giocata può scaturire un pericolo per la difesa dell’Inter “Per la mia cultura, il calcio non è a uomo, per questo non sarà uno contro uno e 10 contro 10, ma è ovvio che lui merita un’attenzione speciale”. Analizzando la sfida di martedì, è inevitabile fare un paragone con il recente passato: i due precedenti di inizio stagione non sono confortanti: nel girone di qualificazione il Barcellona dominò i nerazzurri sia a San Siro (a dispetto dello 0-0) e ancor di più al Camp Nou (2-0). Ogni partita fa comunque gara a sé, e poi – ricorda Mourinho – c’è un particolare da non sottovalutare…”Il Barcellona ha dimostrato grande superiorità, ha vinto tranquillamente e meritatamente e non abbiamo avuto capacità di rispondere alla loro superiorità. Era novembre: loro sono bravi come lo erano a novembre, noi molto meglio di quello che eravamo a novembre. Accetto che il mondo del calcio dica che loro sono favoriti ma io penso che siamo 50 e 50″.

Fortuna che l’Inter ha eliminato il Cska, non voglio pensare cosa poteva essere un viaggio in pullman a Mosca…“. Pep Guardiola prende con il sorriso la trasferta di 24 ore, metà delle quali in pullman, a cui è stato costretto il suo Barcellona per arrivare a Milano dove domani sfiderà l’Inter per la semifinale di Champions League. “Non era la situazione ideale, ma non ci possiamo lamentare perché in serie B e C viaggiano sempre così e noi siamo privilegiati - commenta Guardiola – Si trattava di un’emergenza e per non perdere 3-0 a tavolino l’unica soluzione era prendere un pullman, anzi due per essere più comodi. Non sono salito su quello della squadra perché l’allenatore disturba, quindi era meglio starmene sull’altro“. In campionato, dopo il successo del Real Madrid sul Valencia che ha riportato le merengues a un solo punto dalla vetta, la lotta per il titolo è tornata a farsi incerta. Il tecnico blaugrana però non è troppo preoccupato dal mezzo passo falso nel derby con l’Espanyol di sabato scorso: “Al Real e alla Liga cominceremo a pensare da mercoledì. E’ vero, con l’Espanyol abbiamo sofferto, ma non credo che sia colpa del fatto che avevamo la testa all’Inter. Semplicemente, ci sono anche gli avversari, altrimenti sarebbe troppo facile. Certo è che preferiamo giocare contro chi ha voglia di giocare e non contro chi si chiude troppo… Comunque ora lasciatemi godere la felicità di aver portato di nuovo il Barcellona alla semifinale: vogliamo mettercela tutta per arrivare in finale“. Di mezzo c’è l’Inter, “una squadra più volte campione d’Italia, che fa paura per le qualità dei suoi giocatori. Servirà intensità, altrimenti contro l’Inter non c’è nulla da fare.L’Inter è una squadra fisica e che cerca spesso il contatto, ma in campo ci sarà un arbitro pronto a tutelare eventuali scorrettezze. Ho visto le partite contro Cska, Fiorentina e anche Chelsea; so che sono forti, ma so che noi ce la giocheremo ad armi pari. L’obiettivo è ovviamente vincere, o in alternativa riuscire a segnare un gol. E’ così che si passa il turno”. Solo parole di zucchero poi per Mourinho: “E’ un allenatore molto intelligente, è bravo e preparato, e so che può sorprenderci con qualche scelta inattesa. Ma di sicuro non è l’unico avversario da tenere d’occhio”. Inevitabile, nelle domande dei giornalisti, il riferimento al doppio confronto nel girone elimintaorio di Champions League: “Le due partite che abbiamo giocato nella fase a girone ora non contano più nulla; era novembre, ora è cambiato tutto. Soprattutto la posta in palio”. Due i dubbi di Guardiola riguardo la formazione: Ibrahimovic è recuperato, ma non gioca da un po’, stesso discorso vale per Abidal ma – dice l’allenatore degli azulgrana – “se sono qui vuol dire che possono giocare entrambi”. Prima di Guardiola, ha parlato Dani Alves, sicuro e determinato davanti ai microfoni come in campo. Con una motivazione in più, rispetto ai compagni: giocare quella finale di Champions che l’anno scorso saltò per squalifica. “Sicuramente non poter giocare la finale dodici mesi fa è stato bruttissimo. Speriamo innanzitutto che il Barcellona arrivi in finale, poi mi auguro di poter prendere parte all’atto finale di una competizione straordinaria come la Champions League. La Liga, nonostante i due punti persi nell’ultima giornata, non deve distrarci. Abbiamo la possibilità di arrivare in finale di Champions League. Questo deve essere il nostro obiettivo.” La Liga è lontana, insomma, come lontano è il dualismo con Maicon: “Siete voi a chiamarlo dualismo… io proprio non ci penso, non mi condiziona affatto. Abbiamo già giocato altre volte in squadre diverse, domani saremo semplicemente avversari. Poi, ovviamente, una volta in Nazionale avremo un obiettivo comune e lotteremo per quello con tutte le nostre forze“. Inevitabile la battuta finale sull’ormai mitico viaggio in pullman, e la sensazione è che l’odissea sia servita a cementare se possibile ancor di più il clima all’interno dello spogliatoio: “Divertentissimo, un po’ lungo ma siamo comunque riposati. Ma siamo davvero un gruppo affiatato, con i miei compagni di squadra ci si diverte sempre”. Sensazione rafforzata dal quarto d’ora di allenamento cui sono stati ammessi anche i giornalisti, con due gruppi di giocatori impegnati in un torello all’ultimo sangue a base di tocchi rigorosamente di prima, gag e sfottò a ripetizione. Questo Barça sembra davvero un gran bel gruppo, oltre che una grande squadra. E le due cose sono probabilmente strettamente legate tra loro.

Sulla partita fonte – eurosport.it

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