CALCIO – PREMIER LEAGUE – 28a Giornata – Liverpool per la vittoria perduta, Chelsea e Arsenal all’inseguimento…
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Sticky: CALCIO – PREMIER LEAGUE – 28a Giornata – Liverpool per la vittoria perduta, Chelsea e Arsenal all’inseguimento…

premiership1.jpgIl Liverpool deve fare risultato se vuole restare in scia. Dato ormai per scontato che la leadership del Manchester United non è in discussione (62 punti e una partita in meno), gli uomini di Benitez possono ancora lottare se vogliono mantenere il secondo posto. La sconfitta per 2-0 contro il Middlesbrough, infatti, ha smorzato gli entusiasmi dei Reds, soprattutto dopo l’aggancio del Chelsea, che raggiunge così la seconda piazza a pari merito a 55 punti. Anche i Blues saranno impegnati martedì negli anticipi della 25a giornata, quindi ognuna delle due squadre non potrà fare calcoli e dovrà giocare la propria partita. In questo turno il Liverpool sarà impegnato in casa contro il Sunderland: è una gara che sulla carta non si presenta particolarmente proibitiva, dato che gli avversari sono 12esimi a 31 punti. Anche lo stesso coach Benitez sa quale sarà l’atteggiamento da tenere: “Dobbiamo soltanto fare il nostro lavoro e provare a migliorarci. Chiudere al secondo posto potrebbe già essere un successo, ma dobbiamo pensare a prenderci i tre punti contro il Sunderland e a mantenere la nostra posizione, poiché il modo in cui termineremo il campionato dipenderà anche da Manchester United, Chelsea, Arsenal e Aston Villa”. Per noi 1 (1.40) e No Goal (1.79).

 

Da quando è arrivato Guus Hiddink il vento è cambiato a Stamford Bridge. Dall’esonero di Felipe Scolari in poi sono arrivati quattro successi in altrettante partite. L’ultimo, un soffertissimo 2-1 interno contro il Wigan, è giunto al 9” grazie a un colpo di testa di Frank Lampard. Una vittoria determinante, che ha portato i Blues ad agganciare il Liverpool al secondo posto con 56 punti. Bisogna continuare così, anche se pensare a un successo in Premier League è qulcosa di molto simile a un’utopia. Lo sostiene anche Frank Lampard, non uno qualsiasi. “Nelle ultime tre settimane abbiamo lavorato più duramente – ha dichiarato il centrocampista – Però è un peccato essere così tanti punti dietro al Manchester United. Certo, essere al secondo posto ci aiuta psicologicamente. Quindi cerchiamo di restare lì e vedere quello che succede”. Il merito è tutto, o quasi, di Hiddink: “Ha cambiato qualcosa e la sua influenza su di noi è stata senza dubbio positiva. Non ha stravolto il quadro anche perché Ray Wilkins lo sta aiutando a dare continuità al lavoro dei suoi predecessori. Hiddink ci parla serenamente e in tutta tranquillità ci sta dando maggiore stabilità tattica”. Una svolta vera e propria. Che dovrà trovare conferme martedì sera a Fratton Park, dove il Chelsea affronterà il Portsmouth (terza gara in 7 giorni, fischio d’inizio alle 20:45) . Già i Pompey, formazione che vive un momento tutto da decifrare dopo l’addio di Tony Adams dello scorso 9 febbraio (2 sole vittorie in 16 partite) e l’avvento del traghettatore Paul Hart. La classifica parla di 28 punti in 26 partite, quanto basta per non affogare nella lotta per la salvezza. Per stare allegri serve altro e il portiere David James lo sa bene. “La svolta non c’è ancora stata – ha affermato il veterano – Siamo ancora nel limbo, in una posizione di classifica che può essere facilmente compromessa con un paio di partite storte. Sarà durissima da qui alla fine. E quella con il Chelsea è senza dubbio una sfida difficile. Ora come ora lo sono tutte”. Un match in cui non si può tenere la guardia bassa. Il rischio per entrambe è quello di fare un passo indietro deciso verso il periodo più nero. Il Chelsea vuole restare in alto, il Portsmouth vuole tornare ai livelli dell’epopea Redknapp. Destino vuole che prima della partita a Fratton Park farà la comparsa la FA Cup vinta il maggio scorso a Wembley proprio dai Pompey. La coppa sarà poi restituita alla Federazione, in vista della prossima finale. Un ultimo giro di campo per quella coppa che rappresenta l’orgoglio di una città, il punto più alto mai raggiunto dal club. E, forse, anche un punto di non ritorno. Alla fine sarà 2 (1.60).

 

La Premier League è in vena di record. A Old Trafford ci si spella le mani per una difesa imbattibile guidata da Edwin van der Sar. All’Emirates Stadium ci si mette le mani nei capelli per via di un attacco che non vuole saperne di segnare. Parliamo dell’Arsenal, ovviamente, che martedì sera sarà impegnato al The Hawtons contro il West Bromwich Albion (fischio d’inizio alle 20:45). I Gunners hanno le polveri bagnate. Negli ultimi 5 incontri di Premier League hanno sempre pareggiato e durante il mese di febbraio non l’hanno mai messa dentro in campionato. L’ultima rete risale al 28 gennaio, durante l’1-1 esterno con l’Everton, quando Robin van Persie pareggiò i conti allo scadere. Da allora è sempre e solo stato 0-0. Il successo, escludendo FA Cup e Champions League, manca addirittura dal 17 gennaio (3-1 all’Hull City) e il quinto posto in classifica si distanzia sempre più dal quarto dell’Aston Villa (52 punti contro 46 dell’Arsenal). Arsene Wenger non se ne fa una ragione. “Vogliamo davvero fare bene e soprattutto segnare, ma evidentemente non è ancora giunto il momento. – ha dichiarato sconsolato – Nelle ultime 5 partite le nostre medie realizzative sono peggiorate drasticamente per svariate ragioni. Una di queste è senza dubbio psicologica. Ma è difficile dire dove inizi ad essere colpa della testa e dove della tattica o della tecnica. Certo, più se ne parla e più il problema si ingigantisce. Non penso che sia colpa del fatto che cerchiamo sempre il gol perfetto. Il gol perfetto è quando la palla passa la linea, semplicemente”. L’assenza di Adebayor, in linea di massima, sembra essere la causa principale. Certo è che se l’Arsenal non si sbocca adesso, difficilmente potrà farlo più avanti. Il WBA è la peggior squadra della Premier League, ultimissima con 22 punti, 4 in meno rispetto al trio immediatamente avanti. A febbraio i Baggies hanno sempre e solo perso, non vincendo dal 17 gennaio (3-0 al Middlesbrough, da allora un pari e un ko in FA Cup e 4 debacle in Premiership). In più si aggiunge un dato che farà finalmente sorridere Wenger. Il WBA nelle ultime 7 partite ha subito almeno 2 gol a partita, raggiungendo un picco di 5 contro il Manchester United. Se non è un invito a nozze per interrompere il digiuno, poco ci manca. Per Tony Mowbray è anche una vigilia difficile. Non ci saranno il vivacissimo Jay Simpson (in prestito proprio dai Gunners e per questo non selezionabile), Youssuf Mulumbu e Jonas Olsson. In dubbio restano Roman Bednar (problemi alla schiena) e Jonathan Greening, rientranto sabato contro l’Everton dopo 5 settimane ai box per una lesione al legamento collaterale-mediale del ginocchio. E dire che proprio Greening si ricorda bene dell’ultimo scherzetto rifilato dai Baggies all’Arsenal, un 2-1 in rimonta dell’ottobre 2005 (prima Senderos, poi Kanu e Darren Carter). “Tutti sono convinti che l’Arsenal ci batterà, ma dobbiamo pensare solo a giocare bene e vedere quello che potrà succedere – ha dichiarato – Mi ricordo cosa è successo quella volta. Carter fece un gol meraviglioso. Speriamo che ci sia un altro capace di fare un gol come quello”. Se dall’altra parte non ci fosse l’Arsenal, verrebbe da dire che quella in questione sia una sfida da over, proprio perché il WBA gioca con una mentalità rara per le squadre di bassa classifica. Molta tecnica e poca aggressività. L’esatto opposto di quello che hanno messo in campo le ultime avversarie dell’Arsenal. Il manager Mowbray non si nasconde e ne va fiero: “Mi hanno chiesto se siamo in grado di lottare. Io dico che con me non vedrete mai una squadra muscolare, di sola lotta. Vedrete un calcio fatto di passaggi e movimenti. Che cosa è giusto? Io so cosa è giusto. E se retrocederemo giocheremo allo stesso modo anche l’anno prossimo perché bisogna fare quello in cui si crede”. A sentirlo Wenger avrà già iniziato a gongolare… Per noi vincono i Gunners 2 (1.50).

Sulle partite fonte – eurosport.it

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