CALCIO – SERIE A – 28a Giornata – L’Inter riceve la Fiorentina per riscattare l’eliminazione Champions, Milan a Siena con Kakà e Dinho, Samp – Roma tra assenze e grandi ex, Donadoni e il suo Napoli a Reggio per ricominciare…
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logo-seria-a-2008.jpgInter – Fiorentina

“Mourinho vende molto”. Il tecnico dell’Inter liquida in maniera lapidaria alla domanda sul presunto pugno rifilato a un tifoso inglese dopo il match di mercoledì scorso contro il Manchester United. Chiara, dunque, la presa di posizione del lusitano che in maniera indiretta addossa la ‘colpa’ alla stampa inglese, rea di aver montato la vicenda che comunque continua a restare un mistero visto che poi lo Special One non ha più voluto parlare dell”argomento. Mourinho, dunque, si rituffa in campionato visto che domenica sera a San Siro arriverà la Fiorentina nel posticipo della 28° giornata di Serie A. L’Inter, ovviamente, dovrà vincere per consolidare il primato in classica: “Dopo l’eliminazione in Champions la squadra deve reagire con grande responsabilità, dobbiamo vincere il campionato, fondamentale per raggiungere il Milan a quota 17 scudetti. Manca comunque ancora tanto per vincere il campionato, la Juventus e’ una squadra di qualita’ e un’avversaria che non molla”. La conferenza stampa del portoghese prosegue e si torna a parlare della gara di Champions contro il Manchester United: “Alex Ferguson è un allenatore di grande personalità. Io, che ho giocato quasi quattro anni nel suo stesso campionato, non l’avevo mai sentito commentare una partita parlando di fortuna per la sua squadra, se mercoledì sera l’ha fatto ci sarà un motivo… Ribadisco che sono molto soddisfatto del lavoro della mia squadra in campo all’Old Trafford, non analizzo le performance individuali di ogni singolo giocatore. Tengo a precisare, però, che Vidic è uno dei migliori giocatori al mondo sulle palle inattive e mercoledì sera, scegliendo Patrick (Vieira) per la sua copertura, gli ho dato un compito molto difficile”. Vieira che, però, non è stato convocato per la sfida con la Fiorentina, al pari di Cruz (al suo posto c’è Crespo, ndr): entrambi per scelta tecnica. Recuperato, invece, in extremis Chivu che dunque potrebbe giocare al fianco di Samuel o magari alternarsi con l’argentino: in questo caso Rivas giocherebbe titolare. Bocciature nette quelle di Vieira e Cruz che, molto probabilmente, a fine stagione lasceranno Milano visto che sembrano non far più parte del progetto di Mourinho per l”Inter dell”anno prossimo. “Cruz? Deve solo lavorare al massimo per riconquistare un posto in squadra” – le parole del portoghese che poi ha cacciato qualsiasi dubbio sulla sua possibile partenza a fine stagione – “Mi preparo, scrivo, studio e faccio la mia relazione per la societa’. Illustrero’ alla dirigenza la mia visione sul futuro del club, e’ una cosa tra noi, quello che e’ nella mia testa non andra’ sui giornali. La mia relazione sara’ pronta a giugno, poi mi confronterò con il Presidente, con Branca e Oriali. E sarà un progetto comune, un progetto Inter”. Parole al miele quelle pronunciate da Mourinho nei confronti della Fiorentina e di Cesare Prandelli: “Giocano molto bene, e sono in lotta per raggiungere la qualificazione in Champions Leaguie. E’ una squadra di qualità, con un bravo allenatore e grande organizzazione e talento in attacco. Credo che, in questo momento, quella di domani sera possa essere la partita perfetta per l’Inter perché sappiamo di affrontare una squadra che ci può creare difficoltà. Forse è proprio questo di cui abbiamo bisogno: una partita difficile contro una squadra di qualità”. Nel finale, il tecnico portoghese si toglie qualche sassolino lanciando alcune frecciatine al Milan, “Noi e la Juve abbiamo perso in Champions League ma abbiamo qualcosa per cui giocare. E’ una situazione diversa rispetto a quella del Milan, che dopo l’eliminazione dalla Coppa Uefa non ha traguardi, a marzo la stagione è finita”. Infine, proprio prima di abbandonare la sala stampa, il portoghese risponde a muso duro – anche se in maniera indiretta – ad Ancelotti (l’allenatore rossonero, nei giorni scorsi, aveva criticato l’Inter per il suo cammino europeo e il suo capitano, Zanetti, per la sua analisi del campionato come obiettivo di livello pari a quello europeo). “Un allenatore può perdere tutto meno che la sua dignità professionale. Io quella non la perdo. Alle persone intelligenti possono bastare due parole per capire, io ne ho dette nove. Fate voi…”. “Andiamo a Milano con l’intenzione di fare bene e secondo me abbiamo le giuste possibilita’. Ci vuole coraggio e punteremo tutto su quello”. Lo afferma Cesare Prandelli, tecnico della Fiorentina, nella conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Inter al Meazza. La Fiorentina deve difendere il quarto posto contro la prima della classe. “Dopo l’eliminazione dalla Champions League l’Inter sara’ sicuramente piu’ determinata a chiudere il campionato”, dice Prandelli. Ma la Fiorentina non parte battuta: “Mi aspetto una grande prestazione, sara’ importante essere in partita per novanta minuti, lottando, correndo e esprimendo sul campo le nostre idee di gioco. Abbiamo provato questa soluzione con Melo piu’ avanti per capire se puo’ dare piu’ equilibrio. Potrebbe essere una soluzione, decideremo all’ultimo momento in base anche alla disposizione dell’Inter”. Di Mourinho, Prandelli dice: “Ha grandi capacita’ di anticipare le situazioni, e’ bravo nel motivare il proprio gruppo ma prima di tutto un grande allenatore, ricorda Capello”. Contro i nerazzurri, la Fiorentina dovra’ fare a meno di Sergio Almiron, indisponibile a causa di un affaticamento di lieve entita’ al muscolo retto addominale. Per noi Goal (1.68), Over (1.86) e 1 (1.75).

Siena – Milan

Ancelotti vs. Mourinho. Non tarda la replica dell’allenatore del Milan alle dichiarazioni del tecnico dell’Inter in merito a una sua “mancanza di dignità”. Il portoghese, infatti, nella conferenza stampa della giornata, è tornato a parlare della stagione del Milan, aggiungendo, appunto, in riferimento al collega rossonero che “un allenatore non deve perdere la diginità”. “Non so a cosa si riferisca. Ho già detto che non parlerò più dell’Inter di Mourinho – è la pronta risposta del tecnico di Reggiolo durante l’incontro con i giornalisti prima della sfida dei suoi contro il Siena – e consiglio a Mourinho di non parlare più del Milan”. Milanello contro Appiano, Milan contro Inter. E chissà come sarebbe cambiata la vita di Ancelotti se avesse indossato la maglia nerazzurra Certo, i se non portano da nessuna parte, non è successo, ma la possibilità c’è stata ed è proprio il tecnico rossonero a rivelarlo in un’intervista al quotidiano “Avvenire”: “Il Milan è una famiglia, se vogliono resto. Ma penso al caso che poteva portarmi all’Inter da giocatore o a quello scudetto mancato con la Juve nel 2000: sarei rimasto otto anni anche là”. Invece, il destino l’ha portato nel club di via Turati, sulla panchina rossonera che tanti successi gli ha portato. Uno tra tutti la Champions vinta nel 2007, grazie anche al successo in semifinale contro il Manchester United. “E’ stata la partita perfetta – ha ricordato il tecnico di Reggiolo -: Milan-Manchester 3-0, semifinali di Champions League 2007″. Una sfida importante, proprio contro quella squadra che, in settimana, ha battuto l’Inter di Jose Mourinho. “Si parla sempre del ‘comunicatore’, che è una componente che mi affascina poco della sua personalità, perché spesso dice anche cose inutili – le dichiarazioni a proposito del tecnico nerazzurro verso il quale, nonostante la diatriba con il portoghese, ha parole di elogio e ammirazione -. Trovo, invece, molto interessante la sua metodologia di lavoro. Se mi invitasse, andrei volentieri a seguire una sua seduta ad Appiano. Al di là di come è andata a Manchester stiamo parlando di un grandissimo allenatore”. E sulla panchina dell’Inter, quindi, si vedrebbe Ancelotti? Lui non parla di nessun’altra squadra, ma pensa al suo futuro al Milan, dove non gli dispiacerebbe rimanere. “Lo spero, se vogliono che rimango a fine stagione, accetto. Comunque, so che allenerò fino a che ne avrò forza e voglia. Poi, da pensionato, farò il tifoso. Giallorossonero”. Per ora, dunque, nulla di certo per quanto riguarda il suo futuro, anche se, uno dei suoi ragazzi, spera di vincere ancora qualcosa con lui. Si tratta di Alexandre Pato che, ai tifosi rossoneri, fa una promessa: “Non stiamo facendo benissimo, ma i nostri tifosi ci sostengono sempre e questo è fondamentale per noi. In cambio di questo affetto prometto la qualificazione in Champions League. E poi, la prossima stagione, ci rimboccheremo le maniche e faremo di tutto per conquistarla con Ancelotti in panchina – ha dichiarato l’attaccante brasiliano. Anche lui, poi, non rinuncia a un commento su Mourinho-. Ci ho parlato dopo il derby. A me è sembrato simpatico, ma non lo conosco bene”. Non si fida del Milan, Marco Giampaolo. Il tecnico del Siena vede la squadra rossonera capace di qualsiasi impresa: “Non credo ad un Milan rimaneggiato, e” una grande squadra e in ogni situazione puo” trovare le soluzioni giuste. Rossoneri sottopressione? Non credo proprio – afferma il tecnico bianconero – perche” sono le piccole squadre a soffrire le situazioni difficili, le grandi come il Milan hanno sempre risorse adeguate”. Nessuna anticipazione sulla formazione che scendera” in campo domani: “Non diamo troppi vantaggi al Milan, e” gia” abbastanza forte cosi”. Partita da Goal (1.68), con il Milan obbligato a fare risultato pieno 2 (2.00).

Reggina – Napoli

Si scrive Donadoni, si legge Reja. L’ex ct della Nazionale torna in panchina otto mesi dopo Spagna-Italia e fa leva sulla voglia di riscatto della squadra. L’ultima vittoria in trasferta dei partenopei risale al 26 ottobre scorso contro la Lazio , mentre l’ultimo successo casalingo è datato 11 gennaio 2009. Poi solo due punti in nove gare di campionato. Un trend da invertire subito come ha chiesto il nuovo allenatore, che oggi ha vissuto la sua prima vigilia in casa Napoli e che è già stato immortalato nel presepe. “Non ritengo di essere uscito male dalla mia esperienza in Nazionale, sono stati due anni intensi che mi hanno dato tanto e ora mi si ripresenta l’ opportunità del Napoli: ho voglia di rimettermi in gioco”, ha detto l’ex milanista, che si aspetta molto, visto che la “Nazionale si allena in modo saltuario a differenza di qui dove si può lavorare quotidianamente. E’ ovvio che anche il Napoli si aspetti molto da me”. Per il neo tecnico azzurro la città non è sconosciuta: ha amici a Napoli ma anche tanti ricordi rossoneri. “Questa è la piazza giusta – ha ripreso Donadoni – certo, è un po’ difficile in tre giorni farsi un’idea esatta del gruppo. Ci vogliono almeno dai 7 ai 15 giorni. Questa è una fase di studio e quindi é prematuro parlare di idee tattiche, ma ho già avuto una buona risposta dal punto di vista della condizione fisica, anche se sono reazioni che si hanno quando c’é un cambiamento”. “Credo ci sia stata un poco di pressione dal punto di vista emotivo, ma ora i ragazzi si devono rendere conto che la nostra classifica non è disastrata e che dobbiamo far vedere quelle che sono le nostre qualità”, ha aggiunto l’ex ct. E domani gli azzurri si ritroveranno di fronte una Reggina che farà di tutto per conquistare i punti salvezza. “E’ una squadra tonica, tosta, che ha fatto risultati importanti, e che se domenica avesse vinto non avrebbe rubato nulla. Sanno di essere in una situazione complicata, quindi tireranno fuori tutto quello che hanno, saranno aggressivi. Noi dovremo saper affrontare questa difficoltà”. Donadoni parte piano, non fa proclami: “Raggiungiamo la quota salvezza, poi vedremo. Non dobbiamo pensare all’Europa, ma alla Reggina, poi da lunedì penseremo al nuovo avversario”. Domani, insomma, niente rivoluzioni. “In questo momento i ragazzi non hanno bisogno di ulteriore confusione, ora occorre essere razionali. Non ci discosteremo molto rispetto al passato in quanto a uomini e modulo”. Quindi per quanto riguarda il modulo si va avanti con il 4-3-1-2 e, scherzo del destino, Donadoni sembrerebbe intenzionato a mandare in campo lo stesso undici schierato dall’ex Reja nella gara contro la Lazio che gli è costata l’esonero. Partenopei pronti a ripartire x2 (1.45).

Sampdoria – Roma

L”affetto dei tifosi per provare a ripartire. Spalletti cerca di smaltire la delusione per l”eliminazione in Champions contro l”Arsenal. Ad aiutarlo anche l”invasione dei supporters giallorossi a Trigoria, giunti in massa per ringraziare i giocatori: “Sono segnali importantissimi. Non solo per la squadra e per i miei giocatori, ma per il calcio in generale. I nostri tifosi meritano soddisfazioni pari all”amore che hanno per la Roma e che manifestano quotidianamente. E” da questi comportamenti, da queste prese di coscienza, che si riesce a mettere a posto le cose nel nostro calcio. Arrivare con piu” tranquillita” ad alcune situazioni puo” dare un contributo importante ai fini del risultato – ha ammesso Spalletti, prima di concentrarsi sul finale del campionato -. Siamo nelle condizioni di poter centrare quelli che erano i nostri obiettivi di partenza. Dobbiamo essere fiduciosi, al di la” dell”amarezza che abbiamo dopo l”eliminazione dalla Champions. Anche se abbiamo a che fare contro avversari fortissimi tipo Genoa, Fiorentina e Lazio non ci saranno problemi sicuramente. Dobbiamo interpretare tutte le partite come quella con l”Arsenal. Come se fossimo ancora in Champions, cioe” dobbiamo giocare tutte le partite come se ci dovessimo qualificare ai quarti di Champions. Mancano undici gare: si potrebbe dire che siamo agli undicesimi di Champions”. Con la Sampdoria sara” ancora emergenza. Gli unici recuperati sono Pizarro e Motta. Spalletti sembra non curarsene: “Abbiamo sempre detto di avere una rosa folta come numero di calciatori, anche se ora qualche problemino numerico c”e”. Quelli che hanno giocato di meno devono evidenziare in questi momenti qui che la fiducia riposta nei loro confronti e” stata giusta. La squadra puo” ambire a un risultato importante anche contro un avversario difficile come la Samp”. La Sampdoria, dal canto suo, nella sfida di domani contro la Roma sarà priva oltre che di Gastaldello e Delvecchio anche di Accardi. Il difensore che Walter Mazzarri ha invano provato a recuperare sino all’ultimo si è arreso, dopo una decina di minuti della partitella disputata oggi a Bogliasco, per il riacutizzarsi del dolore per la botta rimediata al ginocchio sinistro alla fine dell’allenamento di giovedì. Walter Mazzarri potrebbe contro i giallorossi affidarsi davanti a Castellazzi ad una linea difensiva a tre composta da Campagnaro, Lucchini e Raggi, ad un centrocampo a cinque formato da Stankevicius, Sammarco, Palombo, Franceschini e Pieri e in attacco al tandem Cassano-Pazzini. Troppe le assenze per i giallorossi, grossa occasione per i blucerchiati 1x (1.32) e 1 (2.27).

Le altre:

ATALANTA-TORINO La sfida dell’Azzurri d’Italia prenderà vita senza i due fantasisti simbolo delle squadre in campo: nell’Atalanta Valdes giocherà alle spalle di Floccari al posto dell’infortunato Doni, mentre dall’altra parte gli acciacchi di Rosina portano Novellino a decidere per il 4-4-2 classico, con Bianchi al fianco di Ventola. Per noi x (2.90).

LAZIO-CHIEVO Lazio in formazione tipo, con il solito dubbio offensivo: giocheranno in due tra zarate, Pandev e Rocchi, ma fino all’ultimo momento non si saprà chi sarà l’escluso… Nel Chievo, invece, l’ex Makinwa giocherà accanto a capitan Pellissier. Dovrebbe essere 1 (1.64).

PALERMO-LECCE Di fronte a un palermo rinvigorito dai 3 punti conquistati al Franchi, De Canio fa il suo esordio sulla panchina del Lecce proponendo una sorta di 3-4-1-2, con Caserta ad ispirare Tiribocchi e Castillo. Per noi Goal (1.73).

UDINESE-CATANIA Friulani costretti al turnover dopo le fatiche del giovedì di Uefa: Di Natale e Quagliarella dovrebbero partire dalla panchina per lasciare spazio a Sanchez e Floro Flores, mentre Zenga potrebbe affidarsi al tridente per cancellare l’ultima disfatta interna contro il Siena. Friuliani con un pensiero a St.Pietroburgo x (3.00).

Sulle partite fonte – eurosport.it

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