CALCIO – SERIE A – Anticipi 19a Giornata – Juve e Fiorentina tra assenze e obiettivi, Reggina e Chievo primo di infiniti spareggi…
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logo-seria-a-2008.jpgSarà Juve-Fiorentina il primo big-match del girone di ritorno del campionato. Una sfida importante che, forse non varrà lo scudetto come nel lontano 1982 quando la Vecchia Signora vinse il tricolore con un punto di vantaggio sui gigliati, ma mette in palio tre punti fondamentali per entrambe le squadre. I bianconeri sperano nell”aggancio all”Inter capolista, i viola, invece, reduci da due sconfitte consecutive, non possono permettersi ulteriori passi falsi se non vogliono perdere il treno per la Champions League. Tiene un profilo basso Claudio Ranieri. “La classifica non interessa adesso. Il nostro dovere è di pensare alla partita. La Fiorentina è una buona squadra. Non credo sia in crisi, ma quando ci sono questi momenti negativi c’è da stare ancora più attenti”, ha dichiarato il mister alla vigilia del match. Una sfida affascinante tra due rivali storiche, che inevitabilmente riporta alla memoria quella Juventus-Fiorentina del 1994, quando la Vecchia Signora vinse 3-2 in rimonta, grazie ad una prodezza di un giovane Del Piero, contro i viola allenati allora proprio dall’attuale tecnico bianconero. Sicuramente Ranieri spera in una prodezza del suo capitano anche in quest’occasione: “Da allora sono cambiate tante cose, ma non Del Piero. La sua forza è incredibile, quando si mette in testa una cosa la ottiene. Quando segnò quel gran gol io mi arrabbiai molto con i miei giocatori per come avevano gestito il vantaggio – ha ricordato il mister -. Quello che mi interessa oggi è che la squadra di oggi ha molte affinità con quella di allora”. E sì, perchè quella sfida fu proprio il punto di partenza della rimonta della Juventus di Lippi che in quella stagione conquistò lo scudetto. Ranieri può contare su Buffon, Iaquinta, alla sua prima convocazione nel 2009, e Grygera. Tra gli assenti, invece, compaiono Chiellini, Camoranesi e Tiago oltre a Trezeguet, Salihamidzic, Zebina e Knezevic. Molinaro e Sissoko sono fermi per squalifica. Anche dall’altra parte Cesare Prandelli ritrova il suo portiere. Frey, infatti, sarà della partita, insieme a Dainelli, che però potrebbe partire dalla panchina. In forse Jovetic, alle prese con un affaticamento muscolare, e Kuzmanovic. E’ out anche Mutu, per cui le responsabilità dell’attacco cadranno su Gilardino, a secco da tre turni. Ma il tecnico dei viola non è preoccupato: “E’ normale che sia un po’ nervoso visto che non segna da tre gare, in settimana comunque l’ho visto molto sereno – ha dichiarato Prandelli che ripone fiducia nei suoi uomini -. Mi basterebbe ripetere la partita di sabato scorso, quella contro il Milan. La Juve comunque è una grandissima squadra, le assenze non peseranno. E anche noi abbiamo i nostri piccoli problemi: l’importante è la convinzione”. Intanto non mancano già le prime polemiche. “La Juve è molto forte ma se noi giocheremo come con il Milan e l’arbitro farà bene il suo lavoro potremo riuscire a vincere -, sono state le parole di Felipe Melo in conferenza stampa -. Dopo la sconfitta della settimana scorsa con il Milan ero arrabbiato con l’arbitro. Sia chiaro, gli arbitri sono umani e possono commettere errori, ma quando un giocatore sbaglia se ne parla molto, lo stesso accade quando un direttore di gara sbaglia con il Milan, l’Inter e la Juve, non altrettanto quando c’è di mezzo la Fiorentina. Come squadra e come società abbiamo il dovere di aiutare gli arbitri ma nel caso della partita di Milano, dove avremmo meritato di più, Rosetti non è stato all’altezza: il fallo su Jovetic giustamente non era da rigore ma quello su Montolivo sì. E un punto a San Siro per noi sarebbe stato meglio di niente”. I numeri sono a favore della Juventus: su 140 partite, la Vecchia Signora ne ha vinte 63, i viola solo 31, mentre i pareggi sono stati 45. Gli uomini di Prandelli, però, non devono disperarsi: i bianconeri, infatti, sono a secco di vittorie dalla stagione 2005-06, quando si imposero per 2-1 grazie alle reti di Trezeguet e Camoranesi, mentre fu Pazzini a siglare la rete per la Fiorentina. Ora il ‘Pazzo’ non c’è più, così come non c’è Osvaldo che il 2 marzo 2008, al terzo minuto di recupero, segnò la rete del 3-2 che restituì ai viola una vittoria che mancava da vent’anni. D’accordo, loro non ci saranno, ma la sfida si preannuncia comunque interessante. Noi vediamo un pareggio x (3.30) con il Goal (1.68) molto probabile…

Il ‘nuovo’ Chievo è già a Reggio Calabria. Mimmo Di Carlo ha lasciato a casa Malagò e Langella (acciaccati) e ha convocato il nuovo arrivato Makinwa, ma soprattutto i gialloblù hanno messo in valigia tutto l’entusiasmo accumulato dopo il successo contro il Napoli. Anche se naturalmente nessuno si nasconde che quella del Granillo è sfida delicata. Delicata ma non decisiva secondo il tecnico dei gialloblù, che non vuole ‘caricare’ in maniera eccessiva il match. “Voglio dire che in caso di sconfitta – spiega il tecnico – sia noi sia loro non saremmo spacciati. Siamo a metà campionato, ci sono ancora tante partite, tanti scontri diretti. Non siamo all’ultima spiaggia, questo dev’essere chiaro a tutti”. Ma a Reggio, allora, che partita sarà? Di Carlo sembra avere le idee chiare. “Loro cercheranno di sfruttare il fattore campo e quindi partiranno forte dal primo minuto. Terranno ritmi alti e noi dovremo rispondere con altrettanta intensità e velocità. Reggina e Chievo non meritano l’ultimo posto e hanno tutto per centrare la rimonta. La Reggina adesso gioca con un 4-4-2, che può diventare anche 3-4-1-2 e non solo. E’ una squadra con giocatori molto duttili, in grado di interpretare bene ogni schema”. Dal canto suo Bepi Pillon si aspetta una Reggina determinata, combattiva fino in fondo e con una mentalità aperta. Una mentalità che però la squadra non è ancora riuscita ad esprimere. Da quando Pillon ne è diventato allenatore, gli amaranto, infatti, hanno perso con la Lazio e col Siena e pareggiato col Cagliari. Un ruolino di marcia tutt’altro che esaltante. Un eventuale successo con il Chievo però avrebbe un doppio significato per il tecnico di Preganziol. La formazione veneta è quella che più ha contato nella sua carriera. Il Chievo, sotto la guida di Pillon, nel 2005, ottenne il settimo posto in classifica e la qualificazione in Coppa Uefa. A novembre, inoltre, Pillon era stato sul punto di riprendere la guida della squadra veneta dopo l’esonero di Iachini ma al suo posto fu scelto Di Carlo. Una curiosità. Il Chievo non crede nella cabala, ma tutti sperano che ancora una volta l’arbitro designato, Antonio Damato di Barletta, porti fortuna ai colori veronesi. Nessun precedente con il Chievo quest’anno, ma nella scorsa stagione, invece, Damato ha diretto i gialloblù a Brescia (Brescia-ChievoVerona 0-2) e in casa con il Vicenza (ChievoVerona-Vicenza 2-1). Noi puntiamo sull’1 (2.00).

Sulle partite fonte – europsort.it

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