CALCIO – AMICHEVOLI – ITALIA A LEZIONE DALLA SELECAO…
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Sticky: CALCIO – AMICHEVOLI – ITALIA A LEZIONE DALLA SELECAO…

robinho.jpgNella casa dell’Arsenal, l’Emirates Stadium di Londra, il Brasile di Carlos Dunga schianta l’Italia di Marcello Lippi in un’amichevole di lusso ribattezzata il ‘Derby del Mondo’. Ma davanti a una splendida cornice di pubblico, gli Azzurri subiscono una pesante, e netta, lezione di calcio ad opera della formazione verdeoro. Molti i meriti del Brasile che gioca una partita di grande intensità a cui si aggiungono le abilità tecniche dei giocolieri sudamericani, ma anche molte colpe del CT dell’Italia: Lippi, infatti, sorprende tutti e schiera dal primo minuto l’inedito tridente Pepe-Di Natale-Gilardino, relegando in panchina Toni, Camoranesi e Giuseppe Rossi, grande protagonista della Liga spagnola con la maglia del Villarreal. Pesano anche le assenze – per scelta tecnica – di Del Piero e Cassano, visto che la Nazionale azzurra è assolutamente inferiore al Brasile dal punto di vista del palleggio: manca infatti qualcuno che prenda palla, salti l’uomo o accenda la luce in una manovra affidata ai soli lanci di Pirlo o alle sporadiche discese di Zambrotta e Grosso sulle corsie laterali. Proprio il terzino del Lione trova la via del gol dopo appena 4 minuti (sublime il suggerimento di Pirlo) ma il direttore di gara annulla per una dubbia posizione di fuorigioco dello stesso Grosso. Passata la paura, il Brasile comincia a macinare gioco con Buffon costretto agli straordinari al 9′ sull’incursione in area di Adriano. Quattro minuti più tardi, però, il numero uno della Juventus si deve inchinare a Elano al termine di un’azione tutta di prima dei verdeoro che manda in gol il centrocampista del Manchester City: Ronaldinho, tacco di Elano per Robinho che restituisce palla al compagno con un preciso suggerimento in verticale e tocco preciso del numero 7 brasiliano che non lascia scampo a Buffon. L’Italia va in confusione e subisce il gioco del Brasile maestro nel possesso palla e micidiale quando c’è da piazzare l’accelerazione decisiva. Lippi si sbraccia dalla panchina, ma gli azzurri non riescono proprio a scuotersi, e al 26′ arriva anche il raddoppio verdeoro. Pirlo si addormenta al limite dell’area, consegnando praticamente palla a Robinho. Il fuoriclasse del City, poi, ubriaca Zambrotta con una serie infinita di doppi-passi, battendo Buffon con un chirurgico sinistro a incrociare: palla che accarezza prima il palo e poi si insacca in rete. De Rossi prova a suonare la carica al 32′, ma il suo siluro dai 25 metri è ben neutralizzato da Julio Cesar. Dall’altra parte, Ronaldinho infiamma la platea con deliziosi colpi di tacco, Adriano fa a sportellate con Cannavaro e Legrottaglie, mentre Elano sfiora il tris con un destro potentissimo dal limite dell’area: Buffon battuto e palla che accarezza l’incrocio dei pali (39′). Nella ripresa, Lippi rivoluzione la squadra correggendo così le sue scelte iniziali: dentro Perrotta, Camoranesi, Toni e soprattutto Giuseppe Rossi che prova a riaprire il match dopo appena due minuti con un sinistro violento da dentro l’area, ma la palla si spegne sull’esterno della rete. Il folletto del Villarreal porta un po’ di velocità alla manovra azzurra ma il risultato non si sblocca anche perché Toni si vede prima annullare (giustamente) un gol al 64′, mentre è Julio Cesar – con una parata disumana – a negargli la gioia del gol all’82’. Il match si scalda, a conferma che in queste esibizioni di amichevole c’è solo il nome: i brasiliani, infatti, cercano di addormentare la partita con un continuo possesso palla. Gli azzurri non ci stanno e ovviamente il direttore di gara è ‘obbligato’ a sedare gli animi distribuendo alcuni cartellini gialli. L’Italia prova a siglare almeno il gol della bandiera, ma Julio Cesar abbassa ancora una volta la saracinesca sul sinistro di Grosso (87′) e sul colpo di testa di Toni (88′). Non c’è più tempo, il Brasile vince 2-0 interrompendo a 31 i risultati utili consecutivi di Lippi sulla panchina azzurra. La squadra di Dunga ha ampiamente meritato il successo attraverso una prova di forza, classe e determinazione, come ha confermato lo stesso Lippi a fine gara: “In questo momento il Brasile è più forte di noi, ma può darsi che tra un anno saremo più forti noi”.

 

Per ora, è solo una speranza….

Fonte – eurosport.it

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