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CALCIO – QUALIFICAZIONI MONDIALI 2010 – RIO FERDINAND PRIMO SOSTENITORE DI CAPELLO

rio.jpgL’Inghilterra prima dell’arrivo di Fabio Capello era un “circo”, dove tra fidanzate esuberanti e scelte organizzative sbagliate le partite di calcio passavano sistematicamente in secondo piano. La severa analisi è di Rio Ferdinand che implicitamente, ma non più di tanto, ringrazia il nuovo commissario tecnico per aver ripristinato l’ordine necessario. E implicitamente boccia senza appello le gestione sia di Steve McClaren e soprattutto di Sven Goran Eriksson. Soprattutto in occasione del mondiale 2006 – accusa il difensore inglese – la concentrazione della nazionale inglese è stata compromessa da fattori extra-sportivi. “Eravamo diventati un po’ come un circo con questa faccenda delle ‘wags’ – le parole del centrale dello United -. Ci si preoccupava di più a come era vestita questa o quella e la squadra passava in secondo piano”. Tutto diverso dall’atmosfera che circonda la nazionale ora che in panchina c’é il tecnico italiano. “Prima sembrava che ci fosse sempre un grande spettacolo attorno alla nazionale. Sembrava di essere a teatro e la nazionale era un extra. Se ci penso ora, era come essere il circo. Non sono io a dover dire cosa devono o non dovevo fare gli altri calciatori, ma credo che fossimo troppo aperti, sia nel ritiro di Baden-Baden che con le famiglie. Ma per dare il meglio bisogna essere concentrati, ora il regime è più severo e sono sincero se dico che credo che stiamo andando nella direzione giusta”. Al suo arrivo in Inghilterra Capello ha presentato ai nazionali un decalogo comportamentale interno composto da regole semplici quanto inderogabili. “Non voglio parlare troppo presto ma ho la sensazione di essere all’inizio di qualcosa di importante e spero che ci sia un risultato migliore che non in passato. Ma è giusto così, ci deve essere una sana distanza con il tecnico. D’altronde non conosco neppure Fergie (Ferguson, ndr): quando viene al campo è sicuramente un’altra persona rispetto a quando è a casa con i suoi nipoti. Non importa, non siamo qui per fare amicizie ma per vincere partite di calcio”, ha concluso Ferdinand.

Fonte – eurosport.it

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