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Cash game in Italia: le ragioni di un successo annunciato

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Cash game in Italia: le ragioni di un successo annunciato

Il cash game in Italia, numeri alla mano, sembra essere un successo e di fatto ben in pochi si sarebbero attesi qualcosa di diverso: cerchiamo quindi di capire quali possano essere le ragioni di questo fenomeno.

1) L’assorbimento dei giocatori che frequentavano poker room estere

Una parte importante nella partenza a razzo del cash game l’hanno fatta certamente quei giocatori, dai semplici appassionati ai professionisti più stimati, che fino a poco fa praticavano questa variante su poker room che non possedevano licenza italiana, dal momento che nel nostro Paese questa offerta era assente. Molti di loro giocano assiduamente e con costanza, più di qualcuno ne fa una professione redditizia: di fatto si è trattata di nuova linfa che improvvisamente è confluita in massa, sia per la possibilità di confrontarsi contro un field mediamente impreparato sia perché come sappiamo le vincite ottenute su piattaforme italiane sono tassate alla fonte, elemento assolutamente non secondario.

2) L’effetto mediatico e di novità

Molti appassionati di poker hanno conosciuto le gesta di Phil Ivey e Patrik Antonius prima e di Tom Dwan e Viktor Blom poi seduti a tavoli di cash game high stakes: il sogno di poter calcare simili passi o anche solo di percorrere quello stesso sentiero ha certamente suscitato un certo appeal. Inoltre, dopo anni in cui l’offerta si limitava a tornei e sit&go, una novità del genere non poteva certo passare inosservata, apparentemente simile eppure così diversa da quanto in molti hanno conosciuto fino a pochi mesi fa.

3) La “conversione” dei professionisti

Se diversi professionisti sono approdati solo recentemente sulle poker room italiane, molti altri hanno iniziato a mixare il proprio main game con la nuova disciplina. Per qualcuno si tratta di una necessità, visto il traffico nettamente diminuito ai sit&go, per altri quasi di una tentazione. Il cash game ha infatti diverse caratteristiche capaci di attrarre chi fa del poker la propria fonte di reddito principale. Si tratta infatti di una disciplina particolarmente “skill intensive”, dove quindi l’abilità incide ancora più che altrove, dalla varianza ridotta rispetto ai tornei ed ai sit&go e che permette sessioni di grinding più flessibili, tutti elementi che potrebbero indurre più di qualcuno a convertirsi del tutto a questa nuova, complessa variante.

4) I vantaggi per il giocatore occasionale

Spesso adorato dai professionisti o dai grinder più o meno costanti, anche chi fa del poker una semplice passione può guardarlo con favore per più motivi. La possibilità di giocare quando si vuole e per quanto tempo si vuole, banalmente, è cosa non da poco per chi spesso può farlo solamente la sera, con al mattino dopo improrogabili impegni di lavoro. Inoltre non dobbiamo dimenticare che il giocatore medio italiano ha un background legato indissolubilmente al poker a cinque carte, dove proprio come nel cash game le fiches puntate corrispondono ad un controvalore diretto in denaro: un punto di contatto sottile, ma che certamente può contribuire a renderlo ancora più accattivante ed in qualche modo “familiare”.

I dati del mese di agosto sulla raccolta in Italia sono impressionanti, ma frutto certamente di un periodo particolare: con l’approssimarsi dell’autunno e l’avvicinarsi dei grandi appuntamenti con i tornei potremo capire meglio il rapporto di forza che tornei, sit&go e cash game avranno all’interno del mercato italiano nel prossimo futuro.

Fonte Assopoker

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