NAZIONALE – LIPPI, UN RITORNO IN GRANDE STILE…
WIMBLEDON - NADAL: PRIMA LO SPAVENTO, POI LA PASSEGGIATAPrecedente
CICLISMO - TOUR DE FRANCE - CUNEGO GUIDA LA TRUPPA DEI 21 ITALICIProssimo
Breaking News
  • Calcio Extra: i pronostici del 1° GiugnoSCOMMESSA AGEVOLE: CSD Rangers - Universidad de Conception Under 2,5 (1.69) CILE Palestino - Colo Colo gol (1.50) CILE Sligo Rovers - Shamrock  Rovers No Gol (1.72) IRL FH Hafnarfjordur - Vikingur 1 (1.26) [...]
  • Tennis, Open di Francia: i pronostici del 1° GiugnoErnests Gulbis - Roger Federer 2 (1.40) Jo Wilfried Tsonga - Novak Djokovic 2 (1.10) Milos Raonic - Marcel Granollers 1 (1.20) Garbine Muguruza - Pauline Permentier 1 (1.20) Ajla Tomljanovic - Carla Suarez [...]
  • Tennis, Open di Francia: i pronostici del 30 MaggioDaniela Hantuchova - Angelique Kerber 2 (1.25) Spears/Peya - Melzer/Melzer 1 (1.55) Coin/Mahut - Hradecka/Fyrstenberg 2 (1.40) Shvedova/Soares - Dellacqua/Murray 1 (1.60) Lim/Chardy - Johansson/Mannarino 1 (1.50) Chan/Mirniy - Mledenovic/Nestor 2 (1.40) Medina Guarrigues/Marrero - Cornet/Eysseric [...]

Azzeccare i pronostici è la nostra specialità

NAZIONALE – LIPPI, UN RITORNO IN GRANDE STILE…

Articolo   0 Commenti
Line Spacing+- AGrandezza testo+- Stampa articolo

 

lippi.jpg“Ben ritrovati. Sono molto felice di riprendere da dove avevo lasciato, ma questo vuol dire purtroppo che le cose per la nostra Nazionale non sono andate molto bene altrimenti io sarei ancora a Viareggio a giocare con il mio nipotino” – si apre così la conferenza stampa di Marcello Lippi che, dopo due anni dal successo di Berlino, torna alla guida della Nazionale italiana. Su chi gli domandava del perchè aveva lasciato due anni fa e se non riteneva ‘persi’ questi due anni, Lippi ha le idee molto chiare: “Io non avrei mai lasciato la Nazionale, avevamo costruito qualcosa di importante. Io ho lasciato la Nazionale prima della partita con la Repubblica Ceca perché ritenevo non fosse giusto continuare per i motivi che tutti voi conoscete… In questi due anni il gruppo ha fatto molto bene, Donadoni ha inserito nuovi giocatori che hanno fatto molto bene che saranno utili per il futuro, quindi non sono stati 2 anni persi. Io sono convinto che l”espressione del calcio italiano sia la Nazionale e non le squadre di club, e comunque non si può vincere sempre”.

 

Perché ha deciso di tornare? Non c’erano altre squadre disponibili?

 

“Ho lasciato la Nazionale a malincuore, come detto prima. Per un anno non ho pensato più ad allenare, poi mi sono arrivate molte offerte da parte di club e Nazionali, ma in questo caso ho sempre rifiutato perché non potevo allenare altre squadre dopo aver vinto i Mondiali con l’Italia. Quando si sono avvicinati gli Euro la voglia di tornare ad allenare l’Italia è aumentata e mi sono messo a disposizione nel caso ci fosse stato bisogno di me. Mi sentivo anche in debito con la Federazione”.

 

In vista dei Mondiali in Sudafrica, dovrà rinfrancare gli eroi di Berlino o cercare i sostituti di quegli eroi?

 

“Non dobbiamo per forza seguire l’esempio della Spagna, che ha vinto con una squadra giovane ma che negli ultimi anni non aveva vinto nulla anche se loro i club si erano tolti molte soddisfazioni. Noi invece abbiamo un gruppo di giocatori che 2 anni fa ha vinto i Mondiali e dobbiamo bilanciare il nuovo gruppo con giocatori nuovi e giovani, ma senza buttare via nulla. Non ci saranno comunque scelte per riconoscenza. Di quel gruppo ci sono ancora tantissimi giocatori che possono ancora fare bene a livello mondiale: dobbiamo dunque fare un mix tra nuovi e ‘vecchi'”.

 

Totti e Nesta hanno dato l’addio alla Nazionale, pensa di chiamarli per convincerli a un ripensamento?

 

“Io sono convinto che bisogna rispettare l’opinione delle persone, in questo caso di 2 giocatori che hanno dato tanto alla Nazionale, quindi non ho intenzione di prendere in considerazione un loro ritorno perché hanno già espresso la loro decisione, e la rispetto. Però voglio dare un consiglio a quei giocatori che a fine carriera decidono di rinunciare alla Nazionale perché non ce la fanno più a gestire i troppi allenamenti. Non dicano ‘rinuncio alla Nazionale’, ma piuttosto scelgano una specie di arrivederci, del tipo ‘per ora devo dare forfait perché voglio, e posso, concentrarmi solo con la mia squadra di club, ma se in futuro ci fosse bisogno di me, per infortuni, epidemie ecc, sarei disponibile’. Totti lo sento spesso ma non abbiamo mai parlato di Nazionale, e non telefonerò mai a nessuno perché rispetto la decisione dei giocatori. Se invece mi dovessero chiamare loro direttamente, per parlare di questo argomento, allora potrei considerare l’ipotesi: dovrei prima valutare tutte le conseguenze, i pro e i contro, poi prenderei la mia decisione….”

 

La Spagna ha dimostrato che si può vincere giocando bene. Vedremo qualcosa di nuovo rispetto al precedente biennio?

 

I club spagnoli giocano in maniera differente da noi. La Spagna però è arrivata a vincere attraverso un percorso lungo, con giocatori che si sono affermati negli ultimi anni con i loro club: ci vuole dunque una lunga maturazione e molta pazienza. Non esiste più l’Italia che fa il ‘catenaccio’ e contropiede, che comunque resta nel nostro dna, ma dobbiamo anche proporre il nostro gioco come abbiamo fatto nella semifinale dei Mondiali con la Germania. Prima di parlare dei nuovi convocati per l’amichevole di agosto devo parlare con tutti gli allenatori che saranno impegnati con la preparazione per la prossima stagione, squadre impegnate nei preliminari, ecc… Voglio ripartire dalla squadra che ho lasciato, da una squadra che possiede ancora molti giocatori fortissimi e integrarla con alcuni nuovi calciatori. Voglio ripartire da un’organizzazione di gioco, una compattezza tra difesa e centrocampo, davanti al grandissimo portiere che abbiamo; e poi davanti 2 o tre giocatori che possono inventare, arrivare in porta e segnare. E ‘ impossibile dominare tutte le squadre per 90 minuti, quindi è importante avere una squadra compatta, poi se si è compatti e se si è capaci di difendere, poi si può anche vincere”

 

Poi si passa alle domande sui singoli giocatori, su Gattuso e Cassano in particolar modo. Sul centrocampista del Milan, Lippi se la cava con una battuta: “Farà parte del nuovo progetto, a parte che si tolga tutti quei ciondoli che si mette…”. Su Cassano, invece, il CT risponde è piuttosto evasivo: “Tutti i calciatori italiani dai 18 ai 40 anni rientrano nei miei piani. La Nazionale è un sogno , tutti devono poter sognare la maglia azzurra. Quando ci saranno le convocazioni, ci saranno sicuramente giocatori scontenti: ecco, questi giocatori non dovranno lamentarsi, chiamarmi, o farmi chiamare dai procuratori, ma si dovrà impegnare di più per essere convocato nelle prossime volte”. Insomma, Lippi sembra evitare l’attaccante della Samp a evitare le sue classiche ‘Cassanate’.

 

Chiederà ai suoi colleghi di club di avere più coraggio nel lanciare nuovi giovani italiani?

 

“No, non chiederò niente a nessuno. Avrò una collaborazione con i miei colleghi, come nel precedente biennio che ha portato a dei risultati. Avendo allenato squadre di club, conosco le necessità dei miei colleghi e dei calciatori che giocano con grandissima frequenza. Già nel precedente biennio, infatti, avevamo deciso che alcuni giocatori, i più impegnati, avrebbero saltato le amichevoli meno importanti, per fare allenare questi giocatori e provare nuovi calciatori. Intendo continuare su questa strada”.

 

A due anni di distanza cosa pensa di Calciopoli?

 

“Ne parlo solo a titolo personale. Per ribadire che in quel momento il vedere il nome della mia famiglia inserito in quel contesto senza poter spiegere le proprie posizioni era ingestibile. Adesso le cose sono cambiate. Nel mondo del calcio ci sono state cose non belle, che sono state eliminate. Ma il calcio in Italia resta un vanto, un periodo di tempo brutto non ne condiziona la qualità”.

 

Che ruolo avrà Peruzzi nel nuovo staff?

 

“Io ho semplicemente chiesto al presidente di poter lavorare nuovamente con lo stesso staff di due anni fa. L’unico in più, che ho chiesto, è proprio Peruzzi, che tra poco prenderà il patentino e poi entrerà nei piani tecnici della Federazione, poi vedremo dove collocarlo perché c’è sempre bisogno di straordinari personaggi come Angelo”.

 

Nel finale, però, Lippi spiega un retroscena piuttosto significativo. “Prima degli Europei, il presidente Abete mi ha chiamato ma io gli ho risposto che preferivo seguire i campionati e fare il tifo per l’Italia. Se poi, avessimo vinto era giusto che Donadoni continuasse il suo lavoro, altrimenti gli ho risposto che sarei stato felice di mettermi a disposizione. E’ lo stesso presidente Abete a spiegare quanto accaduto: “Ringrazio Donadoni e sottolineo le sue qualità personali e professionali. Lippi è l’uomo giusto per intraprendere il cammino verso il Mondiale del Sudafrica nel 2009. La sua scelta è stata esclusivamente tecnica, non di marketing. Con Donadoni rapporto di lealtà reciproca. Il 20 maggio con lui c’era stato un prolungamento con una clausola di rescissione di 900.000 euro lordi. Il 22 maggio lui mi disse che voleva fare a meno della clausola di rescissione, quindi se avessimo vinto ai rigori con la Spagna si sarebbe rinnovato automaticamente il contratto con Donadoni. Non c’è stato nessun tipo di esonero, ma solo la fine naturale di un contratto. Poi c’è stata una scelta tra due grandissimi tecnici, e si è scelto Lippi con cui non c’era nessun tipo di pre-contratto”.

Fonte – it.eurosport.yahoo.com

Articolo   0 Commenti