Poker cash game: come si gioca AK
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Poker cash game: come si gioca AK

Asso-Kappa, il Big Slick: certamente una delle mani di partenza più forti del poker Texas Hold’em. Ancora più incisiva se le due carte sono dello stesso seme, nel ranking delle best hand si piazza decisamente al quarto posto, dopo AA, KK e QQ.

Pur godendo di una potenza intrinseca, resta comunque una drawing hand, ed anche una coppia di 2, nel lungo periodo, vincerà più spesso allo showdown in una partita heads-up. Vediamo allora insieme come è possibile ottimizzarne l’impiego attraverso una breve analisi di diverse situazioni di gioco, siano esse nel cash game o nei tornei.

In un tavolo cash game full-ring, una delle bellezze di AK è la possibilità di mettere subito pressione agli avversari sin dal pre-flop. A meno che, infatti, qualcun’altro non abbia AA o KK, nella peggiore delle ipotesi vi troverete in coin-flip con un’altra mano. Ricordatevi, però, che flopperete una coppia soltanto 1 volta su 3, e visto che misserete più spesso che no è importante leadare da subito per controllare il piatto.

Potete mixare il vostro gioco rilanciando pre-flop nell’80% dei casi e flat-callando nel restante 20%. Con la prima azione otterrete due risultati (entrambi desiderabili): vincerete la mano da subito oppure inizierete a costruire il piatto per farlo vostro sulle street successive. Nelle partite molto loose conviene aprire di 4-6 volte il Big Blind, in modo da sfoltire di parecchio il field.

Quanto al flat-call, raramente sarà l’opzione migliore, perché perderete parecchio valore quando flopperete un grosso punto o un monster draw. Inoltre, non restringendo il field andrete più spesso incontro a bad beat perché avrete lasciato che un avversario seguisse con un punteggio inizialmente inferiore per poi chiuderne fortunosamente uno più alto del vostro. Per cui, mixate la vostra azione solamente contro giocatori capaci, altrimenti il raise resta l’opzione principale.

Scegliere se 3-bettare o meno dipende invece dalla situazione in cui vi trovate. Considerate come fattori decisionali la vostra posizione al tavolo, la vostra immagine, l’andamento della partita e, naturalmente, quello che sapete dell’avversario. Come regola generale, se il piatto è già stata raisato di 3-4 BB prima che tocchi a voi parlare, 3-bettate di 2-3 volte  la size dell’original raise nel 60-70% dei casi, a prescindere da quanti giocatori siano già nel pot.

Se invece avete aperto voi e ricevete un re-raise, allora le opzioni sono 3: foldare, callare o 4-bettare. La prima non dovrebbe praticamente essere presa in considerazione, a meno che qualcuno con uno stack molto grande pushi o vi metta all-in. Se un oppo conservativo 3-betta pesante, potete anche passare, visto che il meglio che potrete aspettarvi è una situazione di coin-flip contro un’underpair mentre il peggio sarà quello di essere molto dietro. L’eccezione potrebbe essere che avete un’ottima lettura dell’oppo oppure voi o lui siete short-stack (circa 40BB o meno).

Se venite 3-bettati è volete giocare più sul sicuro, potete anche solo callare, con la speranza che il flop porti qualcosa di buono. Spesso un Asso sul board vi permetterà d’intrappolare l’avversario che magari ha qualcosa come AQ. Questa opzione è sicuramente preferibile quando vi trovate fuori posizione.

Dopo aver introdotto il discorso pre-flop nella modalità cash game, concludiamo l’articolo sul Big Slick occupandoci dei tornei. Molte delle “regole” di cui abbiamo discusso precedentemente possono essere applicate anche in quest’altra specialità, anche se con alcune differenze di base.

Nei tornei non possiamo certamente aspettare le premium hand così come nel cash game, per cui AK è una di quelle mani da giocare sicuramente in maniera “fast”. Nel late-stage di un qualsiasi evento, quando i bui incidono parecchio sullo stack, una starting hand del genere diventa un all-in preflop cosiddetto “no brain”, ossia va fatto a prescindere da come si sia evoluta la mano. Soltanto se siete uno dei chipleader allora magari potreste permettervi di agire in maniera più conservativa.

Nelle prime fasi di gioco, invece, non c’è quasi mai bisogno di “gamblare” con AK in all-in pre-flop perché spesso la ricompensa sarà costituita soltanto dai bui. Provate piuttosto a costruire un piatto decente alla maniera classica. Se c’è già stato un raise, una 3-bet ed un push prima di voi, allora la soluzione consigliata diventa il fold: perché rischiare così tanto con una pur sempre drawing-hand quando di occasioni allettanti ne potrebbero arrivare altre più tardi?

Un’azione che potrebbe invece risultare efficace, nell’early-stage dei tornei o sit’n’go small stakes, è la seguente: se vi trovate sui bui, e prima di voi qualcuno effettua un raise standard trovando alcuni call, allora andate velocemente all-in. Mentre le possibilità d’incappare in AA o KK sono basse, perché qualcuno avrebbe probabilmente 3-bettato, in realtà date l’immagine del gambler impaziente a caccia di fortuna.

Vi accorgerete spesso che i call arriveranno da Assi dominati o anche KQ e KJ, perché a quei livelli la gente odia essere bluffata e tende a proseguire con le sue carte fino in fondo. Naturalmente vi chiameranno anche con le coppie, contro le quali sarete in coinflip tranne ovviamente che con AA e KK. Il definitiva, il tasso di successo è sicuramente interessante, quindi è una mossa che potrete tranquillamente integrare nel vostro repertorio.

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