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Poker Online: l’inchiesta di Repubblica sulla “Bisca di Stato”

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Poker Online: l’inchiesta di Repubblica sulla “Bisca di Stato”

L’inchiesta pubblicata da Repubblica sul gioco inizia dai dati: negli ultimi dieci anni gli italiani hanno scommesso una cifra pari a 400 miliardi di euro, il poker cash, da poco legalizzato, raccoglie  da solo poco meno di un miliardo al mese, un mercato in mano a pochi concessionari agevolato dagli Stati Europei ed un affare da miliardi di euro per la criminalità organizzata. Proprio le infiltrazioni criminali, o meglio,  la semplicità della metodica di infiltrazione criminale all’interno del settore è al centro dell’inchiesta: nonostante i controlli dell’Aams l’inchiesta sottolinea come solo nei primi sei mesi dell’anno la Guardia di Finanza abbia eseguito sequestri, controlli capillari e chiuso oltre 1000 esercizi abusivi il che equivale a dire che di gestori illegali ce ne sono molti di più.

L’inchiesta si concentra molto anche su un altro tema, quello dell’impatto sociale, sia intermini di costi sia in termini di prevenzione, del fenomeno crescente delle ludopatie; come si legge nell’articolo “ L’Organizzazione mondiale della sanità classifica già dal 1992 il “gioco compulsivo” (o “ludopatia”) tra le patologie che andrebbero curate come la dipendenza da droghe, alcol o fumo. Secondo il Censis, la sindrome più grave colpisce almeno 105 mila italiani, mentre una ricerca del Cnr di Pisa stima un totale di “tre milioni di soggetti a rischio”. Una piaga sociale che viene spesso ignorata dagli addetti ai lavori, dalla politica, dalla cultura e dai mezzi di comunicazione con ripercussioni negative soprattutto sulle fasce più a rischio della popolazione i giovanissimi, gli anziani e le persone che si trovano in condizione di disagio economico.

L’inchiesta di Repubblica non svela nessun arcano, ma sintetizza ottimamente quelli che sono i principali problemi legati al mercato del gioco in Italia; tutela dei minori, lotta all’illegalità, ottimizzazione dei sistemi di controllo del territorio, gestione e redistribuzione delle entrate fiscali provenienti dal gioco d’azzardo, gestione delle problematiche sociali derivate dalla diffusione della “cultura del gioco”. In sintesi c’è tutto quello che un giocatore non dovrebbe sapere e questo è un bene, perché essere informati equivale ad essere consapevoli del mondo con il quale si entra in contatto, ma senza un sistema culturale di supporto difficilmente il sistema potrà autoregolamentarsi.

Fonte Agicops

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