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TENNIS: TOLTA LA SQUALIFICA A VOLANDRI

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TENNIS: TOLTA LA SQUALIFICA A VOLANDRI

volandri.jpg“E’ finita, abbiamo vinto”. La voce di Filippo Volandri torna quella dei momenti più felici, dei successi in campo, come quando ha battuto Federer a Roma due anni fa. Il Tas, Tribunale d’appello dello sport di Losanna, ha parzialmente accolto il suo ricorso, squalificandolo solo per il torneo di Indian Wells 2008, quando aveva ingerito una quantità eccessiva di Ventolin — farmaco contro l’asma, da cui il livornese è affetto, e per il quale ha una dispensa dalla Federazione internazionale — cancellandogli però sia i 3 mesi di squalifica dal 15 gennaio 2009 (che scadeva il 14 aprile) sia la perdita di punti e premi Atp. Ed aprendo la strada verso una causa di risarcimento danni, morali e materiali, da un milione di euro.

Filippo, è finito un incubo.
“E’ la mia vittoria più bella nel tennis senza la racchetta in mano. Il Tas ha riconosciuto la mia buona fede: ho usato il farmaco a scopo terapeutico e la pena era stata eccessiva”.

 

Il primo pensiero qual è stato?
“Finalmente si ricomincia a giocare. A 28 anni non mi sento vecchio. Sono carico di rabbia per l’ingiustizia subita, e pieno di voglia di prendermi tante soddisfazioni sportive ad alto livello. Fortunatamente non ho perso nemmeno un giorno di allenamento, il ginocchio sta bene e voglio solo dimostrare che ho due p…. così”.

 

Ma ora cosa farà l’Atp?
“Intanto chiederemo di recuperare la classifica che avevo, al numero 102, per poter entrare al Roland Garros senza fare le qualificazioni. Sennò, mi rimboccherò le maniche e ricomincerò dai tornei più piccoli. Già lunedì gioco a Monza”.

 

Ma farà causa all’Itf?
“Qualcuno ha sbagliato e pagherà. Penso al modo in cui mi è stata comunicata la squalifica — mi hanno escluso a tabellone già fatto agli Australian Open — penso a quello che mi hanno tolto, e che avevo guadagnato sul campo, da Indian Wells dell’anno scorso fino alla squalifica, i tornei che non ho potuto giocare: tutto questo tempo fermo mi ha ucciso dentro”.

 

Amici e colleghi però non l’hanno abbandonata.
“Famiglia e amici mi sono stati molto vicini. A Cagliari mi sono allenato coi ragazzi di Davis, ma il venerdì sono dovuto andar via. Potito (Starace, ndr) si è fatto sentire tutti i giorni, ho avuto la solidarietà di Moya, Nadal e Djokovic”.

 

Anche l’Italia del tennis sorride per questa sentenza?
“Il mio caso è abbastanza ridicolo. Anzi, sbagliato. Semplicemente non è stato un caso di doping. Lo dice anche la giustizia”.

Fonte: gazzetta.it

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