CALCIO – Finale CONFEDERATIONS CUP – Brasile – Usa, conferma o sorpresa…
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CALCIO – Finale CONFEDERATIONS CUP – Brasile – Usa, conferma o sorpresa…

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logo-confcup.jpgBrasile-Usa, tradizione contro novità, per una conferma od una clamorosa sorpresa. La finale della Confederations Cup di domenica può dare uno scossone al calcio mondiale in caso di successo degli statunitenzi, o confermare che la squadra dei sogni è quella che porta i colori della Seleçao, simbolo dello sport più popolare del pianeta. E favorita, almeno così ritiene, per trionfare in Sudafrica anche tra dodici mesi, quando si giocherà il torneo che veramente conta, quello che assegnerà il titolo iridato nel primo Mondiale invernale da Argentina 1978 ad oggi. Vincere la Confederations Cup potrebbe anche non portare bene, nel senso che chi l’ha fatto poi non si è ripetuto l’anno dopo sulla ribalta più importante, ma i brasiliani non sembrano farci caso. Sono reduci da sette successi consecutivi e intendono continuare “perché – ha ricordato il ct Dunga – il Brasile ha l’obbligo di provare a vincere tutte le competizioni cui partecipa”. Quanto agli statunitensi, domani in una Johannesburg blindata vorrebbero fare la storia e sanno di essere ad un passo dall’impresa, pur con la consapevolezza che non sarà affatto facile (la sfida tra le due nazionali nella prima fase è finita 3-0 per i brasiliani). Però si può fare, che non è solo uno slogan, ma una speranza precisa: gli Usa giocano sapendo che cosa li aspetta e con l’incoscienza di chi non ha nulla da perdere, come ha sottolineato oggi la loro stella Landon Donovan. “Non abbiamo nulla da perdere – ha spiegato – perché se succederà sarà ciò che tutti avranno previsto. Scenderemo in campo meno timorosi dell’altra volta, la vittoria contro la Spagna è stata per noi un’incredibile iniezione di fiducia. Sono certo che stavolta non faremo brutta figura: abbiamo un’occasione enorme per entrare nella storia “. Sintetico il ct Bob Bradley, al quale non risulta (notizia circolata su alcuni blog) che gli Usa giocherebbero in maglia verde per solidarietà con i contestatori delle elezioni iraniane. “Il pensiero di quel 3-0 subito il 18 giugno non ci condizionerà – ha garantito – ricordatevi che al 62′ siamo rimasti in dieci per l’espulsione di Kljestan, ma non faremo più errori del genere”. Dunga conta di recuperare l’influenzato Luis Fabiano (messo ko dal freddo, “perché quando abbiamo giocato col Sudafrica c’era una temperatura di 2 gradi – ha spiegato il bomber – e il freddo me lo sono preso tutto”) e ha fatto capire che confermerà Maicon ed André Santos con Dani Alves in panchina. Poi ha convenuto anche lui che sarà una partita diversa rispetto alla prima fase: “loro non saranno così timidi, quindi sarà un match in cui dovremo avere molta pazienza, specie se non dovessimo segnare subito. L’ideale sarebbe riuscirci, per poi agire di rimessa negli spazi che ci concederebbero. Per gente come Kakà e Robinho è l’ideale”. Il tecnico ha perso la pazienza quando i giornalisti del suo paese gli hanno chiesto se non senta la sua posizione “minacciata” dal fatto che San Paolo e Palmeiras hanno appena esonerato Muricy Ramalho e Wanderley Luxemburgo, due tecnici molto apprezzati in patria. “Volete dire che cacciano anche me se non vinco domani? Il fatto che ora loro siano liberi, e quindi eventualmente disponibili per la Seleçao, non mi fa sentire in pericolo, io penso a fare il mio lavoro. Comunque Luxemburgo e Ramalho sono dei grandi”. E Ronaldinho? Ci sarà ancora spazio in nazionale per il giocatore del Milan? “Mi piacerebbe che tornasse con noi – è stata la risposta – ma dipende da lui. La responsabilità di questa situazione pesa sulle sue spalle, per me se tornasse il vero Ronaldinho sarebbe il benvenuto”. Intanto però ci sono Kakà, Robinho e “O Fabuloso” (Luis Fabiano) e secondo Dunga bastano per battere gli Usa, al suono delle vuvuzelas.

Il nostro pronostico è per il Brasile (1.41), con il Goal in evidenza (1.92).

Sulla partite fonte – eurosport.it

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