AUSTRALIAN OPEN: IL MATCH DEL GIORNO…LA FINALE TRA FEDERER E MURRAY
scritto il 30 Gennaio 2010 alle ore 19:00, categorie: TENNIS, TENNIS-SINGOLE DEL GIORNO |
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La finale degli Australian Open sarà il dodicesimo confronto tra Federer e Murray (dieci quelli che valgono per l’Atp, ma c’è anche la semifinale dell’esibizione di Abu Dhabi del 2009). Ripercorriamo tutte le sfide.
Allora, dove eravamo rimasti? Siamo rimasti a Londra, per la seconda giornata delle World Tour Finals. E’ l’ultimo capitolo dei dieci ufficiali (c’è anche l’esibizione di Abu Dhabi) di una storia che sta diventando un classico moderno. Un nastro, quello delle sfide tra Federer e Murray, che proviamo a riavvolgere per rivivere emozioni e passaggi chiave. E come tutte le storie non possiamo che iniziare dal principio. Correva l’anno 2005.
2005 - Bangkok, finale
Federer b. Murray 63 75
La stagione autunnale regala a Murray la prima finale a livello Atp. Non sembra nemmeno troppo impressionato dall’avere il numero uno dall’altra parte della rete, il giovane scozzese, che mette in mostra una prestazione di rispetto. Ma Federer ha semplicemente troppa classe. Con questa finale Murray entra nella top-100.
2006 - Cincinnati, R32
Murray b. Federer 75 64
Roger arriva a Cincinnati dopo aver giocato 17 finali consecutive, una in meno del record di Lendl (1981-82). L’ultimo a batterlo sul cemento americano era stato Hrbaty, sempre nello stesso torneo, due anni prima.
Murray aggredisce subito il balbettante servizio di Federer, ed è il primo a brekkare quando Federer manda fuori un rovescio (e il Falco conferma), salendo 2-1. Un po’ di inconsistenza lo coglie quando con un doppio fallo permette a Federer di risalire a 3-3. Ma il suo rovescio è particolarmente efficace, e costringe subito Federer ai vantaggi prima di strappargli il servizio con due passanti: 4-3. Si trova a servire per il set sul 5-4, ma la paura lo frena di nuovo: serve il 40% di prime nel game e si ritrova sul 5-5. Ma nemmeno Roger è straordinario al servizio, subirà sette break match, un record negativo per lui sulla corta distanza, gli regala una seconda possibilità, e stavolta sul set point lo scozzese estrae l’ace dal cilindro.
Stesso script nel secondo, con Murray che pressa dal fondo con un rovescio che è una gioia per gli occhi, ma sembra fare più fatica a tenere il servizio di quanta non ne abbia a strappare quello di Federer. Sul 4-4 Murray pettina le righe, Federer scentra da fondo e il giovane scozzese va a servire per il match. Uno strepitoso passante di rovescio lo porta 40-0. E un altro passante, al secondo match point, gli regala la più importante vittoria della sua breve carriera fino a quel momento. Il sipario si chiude su un Murray comunque provato, con l’asciugamano sul volto, a fine partita
2008 - Dubai, R32
Murray b. Federer 67(6) 63 64
“Sta troppo dietro la riga. Così devi correre troppo, lui tende ad aspettare l’errore dell’avversario. Certo io oggi ne ho fatti parecchi: ma in 15 anni di carriera ogni tanto vorrai pur farlo qualche punto invece di aspettare sempre che sia l’altro a regalartelo. Ma chissà, magari ci sorprenderà”. E’ un Federer deluso, comprensibilmente, per aver perso al primo turno per la prima volta dopo quattro anni, per di più in un torneo di cui ha vinto quattro delle precedenti cinque edizioni. Un Federer forse poco lucido, perché nessuno arriva a vincere cinque titoli prima di compiere 21 anni senza avere un po’ di talento.
In due anni Murray è migliorato, è diventato più solido, la cura Gilbert inzia a fare effetto. Murray è un contrattaccante dal fondo, ma ha varietà di soluzioni, ha spinto con convinzione sul dritto di Federer e ha fatto intelligentemente ricorso a una delle sue armi migliori, il drop.
Ma Andy ha anche un’arma segreta. E lo confessa dopo la vittoria: è il bikram, o hot yoga, che lo aiuta a rimanere calmo in campo. Ad iniziarlo alla disciplina, che prevede 30 minuti di esercizi di meditazione in una sauna a 45° I due nuovi preparatori Jez Green e Matt Little.
2008 – Us Open, finale
Federer b. Murray 62 75 62
L’emozione del debutto? Il tremore dell’esordio? Il primo britannico in finale di uno Slam dai tempi di Greg Rusedski (1997), è un ragazzo che stona e cade sul suo ultimo metro. La due giorni di semifinale contro Nadal (prima vittoria in carriera per il nativo di Dumblane contro il maiorchino) è costata troppo in termini di energie mentali e fisiche (anche perché Federer ha chiuso la sua semifinale un giorno prima.
Lo svizzero conquista il quinto Us Open di fila, e il 13mo Slam della carriera giocando un primo set da favola: 6-2 in 27 minuti. Nel secondo il livello di gioco cala un po’, e Murray può recriminare per una cattiva chiamata sul 2-2: Roger sbaglia una volée facile, lo scozzese va 0-40 sul servizio dello svizzero, che annulla una delle tre palle break con un diritto che finisce fuori ma viene dato per buono, e finisce per tenere il servizio ai vantaggi. Scampato il pericolo, Federer brekka a zero nel dodicesimo game: sul punto decisivo Murray si affida al drop, ma Federer ci arriva bene e passa. Nel terzo praticamente non c’è storia. Federer allunga 5-0, ha mancato il bagel quando ha servito nel sesto gioco, ma non ha fallito sul 5-2. Chiude al secondo match point, ma deve far ricorso non a uno ma a ben tre smash, dopo un’ora e 51.
2008 – Madrid, semifinale
Murray b. Federer 36 63 75
Nella settimana in cui supera Sampras come il giocatore dal prize money più alto in carriera, Federer si arrende al 21enne scozzese, nonostante abbia tolto a Murray il primo set del torneo.
Nel primo set basta il break del sesto gioco: Murray, che ha già salvato una palla break, scentra un dritto sul 30-40. Ma sa che la situazione è gestibile e strappa il servizio allo svizzero nel quarto game del secondo set e mantiene le speranze di vincere il suo quarto titolo stagionale, secondo consecutivo nei Masters Series.
Nel terzo l’inerzia, il “momentum” per dirla con gli inglesi, è tutto dalla sua. Ma spreca sei palle break prima di convertire la settima, allungando a 5-4 prima di servire per il match e chiudere in poco meno di due ore.
2008 – Tennis Masters Cup
Murray b. Federer 46 76 75
Lo scozzese diventa il secondo giocatore in carriera capace di vincere per 3 volte in rimonta contro Federer dopo aver perso il primo set (l’altro è Nalbandian). Non solo. Con la vittoria estromette Federer dalla semifinale del Masters, dove non mancava dal 2002, e dove aveva raggiunto la finale dal 2003 al 2007, con 4 vittorie su 5.
Una battaglia durata tre ore e un minuto, con Murray che ha avuto bisogno di 8 match point prima di avere la certezza di chiudere in testa il Gruppo Rosso con tre vittorie in altrettante partite. Federer parte meglio, attacca non appena Murray accorcia, brekka per andare 3-1, perde il servizio subito dopo, ma risale sul 4-2 e chiude il primo set.
Da qui Federer, che costruisce solo tre palle break nel match, contro le nove dello scozzese, subisce l’iniziativa di Murray, che aumenta il tasso di rischio e aggressività e fa impennare il counter degli errori di Roger, che subisce il break al quarto game per una serie di ottime risposte di Murray. E’ un parziale di 11 punti a 0 all’inizio del terzo a determinare l’allungo decisivo. Anche se Federer si ritrova avanti 4-3 e la band che suona ai cambi campo intona la melodia di Guerre Stellari. Murray converte la nona palla break del match con un perfetto rovescio lungolinea e nel game successivo arriva a match point con un profondo dritto inside-out. Federer esce dal match, e dal torneo, affossando un rovescio a rete. Conclusione in sintonia con una stagione in cui le ombre sul suo rendimento, soprattutto come conseguenza della mononucleosi (ombre naturalmente relative a quello che era stato il suo standard di qualità tecnica ed estetica oltre che di risultati) sono state maggiori delle punte luminose.
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2009 – Dubai (esibizione)
Murray b. Federer 46 62 76
Altra vittoria, ancora in rimonta, per lo scozzese, che contro Roger se non parte in salita non si diverte, anche se non vale per le statistiche ufficiali. Roger brekka per primo, nel game d’avvio, ma “restituisce la cortesia” al quinto. Nel decimo un vincente dello svizzero e un doppio fallo del britannico chiudono il set.
Nel secondo Federer perde il servizio due volte di fila (era avanti 40-0 nel terzo gioco), prova a prendere più spesso la rete, ma Murray passa spesso e volentieri.
Federer, costretto al terzo, annulla tre match point, forza il tiebreak, ma vede una risposta atterrare oltre la riga di fondo e gli tocca per la quinta volta andare a stringere la mano da sconfitto a Andy Murray.
2009 Doha, semifinale
Murray b. Federer 67 62 62
Quinta vittoria anche per le statistiche, e schema che si ripete con geometrica precisione. Primo set appassionante, senza break, con un Murray sontuoso al servizio: vince 23 dei primi 24 punti con la prima (49 su 57 alla fine del match), ma Federer piazza il minibreak vincente nel momento più opportuno, avanti 7-6 nel tiebreak.
Ma Roger “vive solo un set, come le rose”. Dal secondo Murray sembra di un altro pianeta, Federer si stizzisce, più con se stesso che con l’avversario, sbaglia troppo di rovescio, e totalizza quattro game da lì alla fine del match, che si chiude in 2 ore e 5 minuti con lo svizzero che indica Murray come un potenziale candidato a diventare futuro numero uno del mondo.
2009 Indian Wells, semifinale
Murray b. Federer 63 46 61
Un match simile, troppo simile, alle sconfitte del 2009 per un Federer che alterna brevi punte di livello assoluto a periodi di blackout, come I quattro game persi dall’1-1 all’1-5 nel terzo. Murray, più costante, conquista il diritto alla finale. Ma è lo scozzese il primo ad andare in difficoltà, trovandosi sotto 0-40 nel quarto gioco del primo set: Roger, però butta via cinque rovesci di fila. “C’è stato uno scambio duro sul 30-40: chissà, magari se l’avessi vinto lui non avrebbe giocato come poi ha fatto nel corso del match” dichiarerà Federer nel post-gara. Lo svizzero, si riprende, torna a dominare gli scambi, e a far muovere Murray costringendolo al terzo. Qui lo scozzese, che per un attimo trema per un dolore all’inguine nel secondo punto del quarto gioco (ma capisce subito che non è grave), indovina il parziale di 15 punti a 2 che decide la partita.
2009 – Cincinnati, semifinale
Federer b. Murray 62 76
Qui il punteggio parla da solo. Federer ha tolto la polvere dei suoi ricordi negativi dalla mente e non ha mai dato l’impressione di poter perdere contro un Murray fin troppo remissivo, che sembra tornato quello delle prime sfide, quello che aspetta troppo dietro la riga di fondo e rinuncia a prendere iniziative. Federer regala discese a rete, drop, vincenti da entrambi I lati, agevolato anche dalla passività dell’avversario. E che il destino sia dalla sua parte, Roger lo comprende all’ultimo punto del primo set. Una fortunata risposta di rovescio viene chiamata fuori, ma il Falco (“this is killing me”) gli dà ragione. E’ un’epifania.
Murray sale di livello nel secondo, anche se deve aggrapparsi al servizio per evitare di essere brekkato all’ottavo gioco. Ma è proprio il servizio ad abbandonarlo nel momento meno indicato: il terzo doppio fallo del match, sul 9-8 al tiebreak, manda lo svizzero in finale.
2009. ATP World Tour Finals, RR
Federer b. Murray 36 63 61
Secondo singolare del Masters con la nuova etichetta, nella cornice della O2 Arena di Londra. L’accoglienza è straordinaria, e il pubblico viene ripagato subito: il primo punto è uno scambio epico da fondo, con Murray che alla fine scentra un dritto che finisce per colpire il tabellone del punteggio.
A parte questo, però, lo scozzese parte alla grande, brekka due volte, mette a segno sei ace nel primo set, e chiude 63. Federer sembra spento, Murray comanda anche se, servendo per il set sul 5-3 dà qualche segno di nervosismo facendosi rimontare da 40-0 e cavandosi d’impaccio con un ace. E’ il canto del cigno dello scozzese.
Federer tiene il servizio in avvio del secondo set e cancella lo zero alla voce “aces”. Roger mette la terza, guadagna fiducia con una serie di vincenti di classe e brekka nel sesto gioco grazie ad un dritto inside-out che prende Murray in contropiede: 4-2 Federer. Lo scozzese d’orgoglio reagisce, va 0-30, ma due drop, un ace, e uno strepitoso dritto incrociato mettono Federer a un game dal terzo set. E lo svizzero, seppur costretto ai vantaggi, chiude il parziale 6-3.
Brekka poi subito in avvio di terzo, con lo scozzese che non mette dentro una prima, si ritrova sotto 0-40 e cede ancora il servizio. Il numero 4 del mondo ormai è scorato, manda lunga una semplice volée e Federer allunga 4-1 e chiude 6-1 quando Murray affossa a rete un dritto non impossibile.
“Credo che quest’anno non abbia mai servito così tanti doppi falli (otto) in un match” dichiara a fine gara. “Non puoi vincere contro Roger servendo al 40%, perché così gli dai troppe occasioni per comandare il gioco”.
“Non so che mi succede” prosegue, “permetto troppe volte ai miei avversari di tornare in partita dopo aver vinto il primo set. Ma sono sicuro che da gennaio non sarà un problema”.
Finora non lo è stato. Ma non sono già tutte descritte le grandi destinazioni.
Fonte: ubitennis
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